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Movimenti - Brevetti
Brevetti principali rilasciati a Patek Philippe

Dal 1845, Patek Philippe ha depositato più di 80 brevetti per le sue invenzioni. Alcuni di essi riguardano i movimenti, altri il design dell'orologio per quanto concerne  l' habillage, un termine che raggruppa casse, lancette, quadranti ed altri elementi che costituiscono la struttura esterna e l'aspetto dell'orologio. Molte di queste invenzioni sono state fonte di ispirazione per la comunità orologiera.

  • 1999: Levata e tramonto del sole (690516 A5)

    1999: Levata e tramonto del sole (690516 A5)

    Le ore della levata e del tramonto del sole in un determinato luogo dipendono dalla data e sono delle camme quelle che, in un orologio, comandano la loro indicazione. Se queste camme non sono suncronizzate con il calendario, lo scarto tra l'ora effettiva e quelle indicate per la levata/tramonto del sole aumenta progressivamente. Lo stesso fenomeno si verifica quando si modifica la data dopo  dopo essere rimasto fermo a lungo.

    Per correggere questo scarto, l'orologiaio deve smontare l'orologio allo scopo di regolare le date sulle camme che comandano l'indicazione delle ore di levata/tramonto del sole. Questo inconveniente è eliminato nella costruzione brevettata di Patek Philippe, in cui la camma viene comandata direttamente dal meccanismo di calendario perpetuo.L'indicazione delle ore della levata/tramonto del sole sul quadrante in questo modo corrisponde sempre alla data effettiva.

  • 1999: Equazione marciante del tempo (689359 A8)

    1999: Equazione marciante del tempo (689359 A8)

    Il tempo solare medio che si usa per convenzione ha uno scarto rispetto al tempo solare reale. Questo scarto, chiamato "equazione del tempo", varia da un giorno all'altro. Negli orologi meccanici può essere indicato mediante un meccanismo a camma. Se la camma dell'equazione del tempo non è sincronizzata con il calendario, lo scarto tra l'ora reale e l'ora indicata sul quadrante cresce progressivamente. Lo stesso fenomeno si produce quando all'orologio viene modificata la data dopo essere rimasto fermo a lungo.

    Per correggere questo scarto, l'orologiaio deve smontare l'orologio allo scopo di regolare la data sulla camma che comanda l'equazione del tempo. Questo inconveniente è eliminato nella costruzione brevettata di Patek Philippe, in cui la camma viene comandata direttamente dal meccanismo di calendario perpetuo.L'indicazione del tempo sul quadrante in questo modo corrisponde sempre alla data effettiva.

  • 1999: Apertura alternata di due coperchi (689338 A5)

    1999: Apertura alternata di due coperchi (689338 A5)

    I consueti orologi da polso a doppio coperchio sono generalmente dotati di un pulsante (situato sopra la corona) o di un cursore (integrato nella cassa) che comanda l'apertura dei coperchi. Di concezione completamente differente, lo Star Caliber 2000 ha un pendente inciso su una faccia con la Croce di Calatrava, che può essere premuto e girato di 180°. Secondo la posizione che assume la Croce di Calatrava si può comandare l'apertura di uno o dell'altro coperchio premendo il pulsante situato sulla corona di carica. Questo sofisticato e complesso meccanismo è completamente integrato nel pendente. Esteticamente molto elegante, esso rende simbolicamente omaggio all'invenzione da parte di Jean-Adrien Philippe, cofondatore di Patek Philippe, nei primi decenni del XIX secolo, del meccanismo di carica senza chiave (con corona integrata nel pendente).

    Dopo questa prima invenzione brevettata (1845), Patek Philippe ha ottenuto più di 80 brevetti.

  • 1999: Carillon (689337 A5)

    1999: Carillon (689337 A5)

    Una Grande Suoneria suona le ore e i quarti al passaggio, nonché i minuti a richiesta, mediante minuscoli martelli che percuotono timbri di alta precisione. Finora gli orologi da tasca detti "a carillon Westminster" non riuscivano a riprodurre fedelmente la melodia originale della Torre del Parlamento di Londra. Perfino le celebri costruzioni a quattro rastrelli dei quarti producono una sequenza di note non esatte quando uno stesso timbro deve essere suonato due volte di seguito per ripetere una nota.

    Col meccanismo brevettato per lo Star Caliber 2000, Patek Philippe è riuscita a costruire un carillon per orologio da tasca capace di percuotere correttamente due note identiche consecutive - restituendo così a perfezione la melodia di Westminster.

  • 1998: Richiesta di brevetto per  correzione rapida del calendario (2356/98)

    1998: Richiesta di brevetto per  correzione rapida del calendario (2356/98)

    Chi possiede un orologio con calendario perpetuo sa quanto possa essere fastidioso rimettere alla data le diverse funzioni quando il movimento è rimasto fermo a lungo. Di solito, queste regolazioni richiedono di azionare molti pulsanti - facendo decine o magari centinaia di pressioni se l'orologio è rimasto fermo per molto tempo. Questa procedura fastidiosa è stata considerevolmente semplificata mediante il dispositivo brevettato di correzione rapida adottato per lo Star Caliber 2000. Con una semplice pressione sul cursore della correzione rapida, l'utilizzatore può effettuare una correzione di quasi un mese. Inoltre, grazie al concetto di sincronizzazione generalizzata, l'equazione marciante del tempo nonché l'ora della levata e del tramonto del sole, vengono corrette automaticamente. Una volta effettuata la messa alla data, restano solo due correzioni da fare:  il giorno della settimana e l'ora.

  • 1997: Cielo e luna (688171 B5)

    1997: Cielo e luna (688171 B5)

    Sugli orologi con indicazioni astronomiche convenzionali, le fasi lunari vengono indicate su un piccolo quadrante ausiliario, mentre una lancetta indipendente indica l'età della luna. Quando  sono integrate in un disco del cielo, queste funzioni occupano generalmente una porzione importante della mappa celeste. La raffinata costruzione sviluppata per lo Star Caliber 2000 rende possibile l'indicazione delle fasi lunari e dell'orbita lunare in modo che abbia un'incidenza minima sulla dimensione della mappa celeste - il che consente di rappresentare un numero di stelle  maggiore rispetto a quelle delle consuete costruzioni per orologi da tasca di formato simile.

  • 1996: Cronografo à rattrapante con isolatore (686545)

    1996: Cronografo à rattrapante con isolatore (686545)

    Cronografo à rattrapante con isolatore.

    Il ruolo dell'isolatore è di disinserire un componente da un altro per impedire che funzioni differenti  interferiscano tra di loro all'interno del movimento.

    Si trovano isolatori in un gran numero di invenzioni Patek Philippe, tra le quali il sistema di carica e messa all'ora senza chiave, l'orologio con più fusi orari, il calibro 240 ultrapiatto a carica automatica, il calendario perpetuo secolare, l'indicazione della data di Pasqua, il calendario perpetuo nonché questo cronografo à rattrapante.

    Sui cronografi à rattrapante, la lancetta del cronografo e la lancetta rattrapante per misurare un tempo intermedio sono perfettamente sovrapposte fino a quando la lancetta rattrapante non viene fermata per registrare un tempo intermedio. La lancetta del cronografo (che continua a girare) subisce allora un carico supplementare variabile. Questo fenomeno può influenzare le oscillazioni del bilanciere e la precisione dell'orologio.

    L'ingegnoso ed elegante sistema messo a punto da Patek Philippe per i cronografi à rattrapante (referenza 5004) disinnesta completamente le due lancette quando la rattrapante è ferma - il che permette alla lancetta del cronografo di funzionare in maniera perfettamente indipendente.

  • 1996: Calendario Annuale (685585)

    1996: Calendario Annuale (685585)

    Meccanismo di calendario che indica la data in una finestrella, nonché giorno, mese e 24 ore, e non esige alcuna correzione per i mesi di 30 giorni.

    Fino al 1996 esistevano solo due tipi di calendario: quello semplice ed il perpetuo.

    Il calendario semplice è dotato di un disco che indica la data (e talvolta il giorno della settimana) in una finestrella sul quadrante. Esso consente una leggibilità ottima. Ma obbliga l'utilizzatore a correggere la data dopo tutti i mesi con meno di 31 giorni. 

    Il calendario perpetuo elimina questo inconveniente, indicando automaticamente la data corretta fino al febbraio 2100, e coordinando il ciclo dei mesi lunghi e corti con quello degli anni bisestili. Ma questa facilità d'impiego esige un sistema molto sofisticato di camme, saltarelli e rocchetti che  impone al movimento un carico supplementare, e fa del calendario perpetuo una complicazione riservata ad un piccolo numero di orologiai. La data,  alloggiata in un quadrante ausiliario, potrebbe d'altra parte essere difficiie da leggere.

    Il Calendario Annuale Patek Philippe combina il meglio del calendario semplice e di quello perpetuo rinunciando al ciclo degli anni bisestili e alloggiando la data in una finestrella. Esso distingue automaticamente i mesi di 30 e 31 giorni e lo si deve correggere solo una volta all'anno, alla fine di febbraio, invece delle cinque volte necessarie per il calendario semplice. 

    La bellezza di questo meccanismo è che esso funziona principalmente a base di ruote e pignoni, invece dei sistemi a bascula utilizzati nei calendari perpetui.

    Il Calendario Annuale ha fatto guadagnare alla referenza 5035 la nomina di "Orologio dell'anno 1996".

  • 1995: Dispositivo di innesto a frizione (685462)

    1995: Dispositivo di innesto a frizione (685462)

    Dispositivo d'innesto a frizione

    Il posizionamento e la stabilità hanno un ruolo essenziale in orologeria, e qualsiasi invenzione possa garantire entrambi è la benvenuta.

    Una delle posizioni dell'orologio in cui sorgono problemi di posizionamento è l'innesto tra la ruota  di centro ed il pignone che trasmette la rotazione dal ruotismo dell'orologio al pignone calzante che porta la lancetta dei minuti. La connessione tra questi due ingranaggi è assicurata dal tubo di un pignone "lanternato" (cioè serrato attorno) sull'asse della ruota.

    Il tubo dovrebbe essere coassiale all'asse sul quale è fissato, ma nei sistemi convenzionali rimane spesso un po' di spazio, un po' di "gioco" tra i due. Ciò può causare inconvenienti a livello delle lancette o usura del ruotismo.

    Il dispositivo Patek Philippe di innesto a frizione elimina quasi del tutto il "gioco" e garantisce che il tubo sia posizionato in modo perfettamente coassiale rispetto all'asse - quali che siano le posizioni angolari rispettive.

    Questa invenzione al tempo semplice e molto ingegnosa è un passo fondamentale per la qualità degli orologi.

  • 1991: Cambio data istantaneo (674913)

    1991: Cambio data istantaneo (674913)

    Meccanismo comprendente un sistema di cambio istantaneo della data e/o del giorno.

    In numerosi meccanismi di calendario, il cambio della data e/o del giorno è progressivo e dura parecchie ore, il che comporta un disturbo di lettura per l'utilizzatore.

    I meccanismi istantanei esistenti tendono a consumare molta energia. Inoltre, essi spesso impediscono qualsiasi correzione manuale della data o di messa all'ora durante certe fasce orarie legate al funzionamento del calendario. Un altro meccanismo brevettato ha il difetto delle sue grandi dimensioni - indispensabili per alloggiare il sistema di salto istantaneo - che rendono difficile montarlo.

    Il meccanismo brevettato Patek Philippe si distingue in quanto supera tutti gli inconvenienti degli altri sistemi di cambio data istantaneo.

  • 1986: Calendario Perpetuo (653841)

    1986: Calendario Perpetuo (653841)

    Calendario perpetuo secolare con indicazione retrograda della data.

    L'inconveniente dei calendari perpetui convenzionali è che gli anni 2100, 2200 e 2300 sono sempre considerati bisestili, mentre il Papa Gregorio XIII ha decretato nel 1582 che non dovevano esserlo.

    Sviluppando un orologio ideato per attraversare le generazioni, Patek Philippe si è impegnata a mettere a punto un meccanismo di calendario perpetuo secolare che rispetti i cicli di 400 anni del calendario gregoriano. Alla fine di ogni secolo, questo meccanismo decide se quell'anno secolare è bisestile o no.

    Tre volte in un ciclo di 400 anni (e sarà questo il caso degli anni 2100, 2200 e 2300) l'anno secolare è eccezionalmente non bisestile. Per essere perfettamente "perpetuo", il calendario deve allora terminare il mese di febbraio al 28° giorno.

    Questa funzione è assicurata da uno dei meccanismi più "lenti" che l'orologeria conosca - una camma secolare con un satellite a quattro punte, di cui tre lunghe e una corta. La camma esegue una rotazione in 100 anni. Alla fine di ogni secolo, il satellite avanza di un quarto di giro. Per tre secoli di seguito, le punte lunghe del satellite spostano una leva che consente di fermare il mese di febbraio al 28° giorno. Durante il quarto secolo (anni 2000, 2400, 2800, eccetera), la punta corta non sposta la leva. Febbraio si vede quindi allungato del 29° giorno, che è proprio degli anni bisestili.

    Patek Philippe ha ottenuto questo brevetto in occasione della creazione del Calibro 89.

  • 1985: Meccanismo della data di Pasqua (649673)

    1985: Meccanismo della data di Pasqua (649673)

    Meccanismo indicatore della data di Pasqua.

    Questa invenzione è stata messa a punto dai creatori dell'orologio supercomplicato Calibro 89.

    Pasqua è una festa "mobile" (infatti non ritorna ogni anno alla stessa data). Nel nostro calendario gregoriano, le date possibili sono comprese tra il 22 marzo e il 25 aprile.

    Lo scopo di questa invenzione è quello di fornire un meccanismo particolare che, una volta inserito in un segnatempo (preferibilmente un orologio da tasca o un orologio da polso), permetta di indicare esattamente la data di Pasqua dell'anno in corso per un periodo di molti anni.

    Questo meccanismo è caratterizzato dal fatto che comanda una successione di operazioni pur conservando in attesa un'azione durante il tempo necessario per lo svolgimento di altre. Questa prodezza orologiera, molto notevole in un'era dominata dall'elettronica, riflette tutto il potenziale della meccanica fine.

  • 1979 : Orologio da polso Nautilus (556567, 607869)

    1979 : Orologio da polso Nautilus (556567, 607869)

    Cassa d'orologio impermeabile con lunetta dotata di due estensioni laterali simmetriche corrispondenti a due sporgenze della carrure, in modo che la chiusura della cassa assicuri l'impermeabilità mediante compressione di una guarnizione.

    Per lanciare un orologio sportivo perfettamente impermeabile, Patek Philippe ha atteso di poter proporre un design originale che nessuno potesse copiare.

    Il principio tecnico basato sulla chiusura della cassa come un oblò è stato stabilito nel 1974. Il sistema di chiusura tra le estensioni della lunetta e le sporgenze corrispondenti sulla carrure e fondo cassa è assicurato da viti laterali.

    Nel 1979 questo concetto ha trovato il suo stile nell'orologio sportivo Nautilus, con una cassa complicata che esigeva una lavorazione e un finitura molto precise. La guarnizione O-ring è compressa contro un angolo della carrure.

    La cassa "oblò" del Nautilus rimane una soluzione unica per assicurare l'impermeabilità e viene testata ad una pressione di 120 m. Nonostante il fatto che costruzioni più semplici con cassa e fondo cassa in un pezzo unico siano state sviluppate da allora, Patek Philippe continua a fabbricare gli orologi originali Nautilus, per i collezionisti che apprezzano un design classico ed esclusivo.

  • 1979: Fermaglio <em>à déployante</em> (608702)

    1979: Fermaglio à déployante (608702)

    Dispositivo di chiusura a due lame per cinturini in pelle.

    Un pezzo standard utilizzato in milioni di orologi non è necessariamente migliore di uno creato da noi stessi. E se si vuol dare ad un orologio uno stile esclusivo, è assolutamente necessario innovare.

    Il fermaglio  déployante Patek Philippe conferma l'idea che le migliori invenzioni sono quelle meno pubblicizzate. Il fermaglio è dotato di due lame articolate e collegate al cinturino, che si ripiegano una sull'altra in posizione chiusa. Una delle estremità del cinturino può ripiegarsi attorno ad una barretta, in modo da poterne regolare facilmente la lunghezza.

    Questo sistema, ideato per essere realizzato in oro, consente a Patek Philippe di integrarvi il suo emblema, la Croce di Calatrava, che rafforza la sua nota di esclusività.

  • 1977: Movimento a carica automatica Calibro 240 (595653)

    1977: Movimento a carica automatica Calibro 240 (595653)

    Movimento di orologio piatto a carica automatica con massa oscillante alloggiata in posizione eccentrica e  carica unidirezionale.

    Un orologio passa la maggior parte del tempo in movimento. Da due secoli gli orologiai cercano quindi  il modo più efficace di sfruttare i gesti naturali di chi porta l'orologio per caricare il meccanismo.

    Dal 1931, la soluzione standard è costituita da un rotore centrale piazzato sopra il movimento. Nel 1954, Buren Watch ha presentato un nuovo calibro automatico. Il suo rotore, due volte più piccolo di uno normale, invece di essere montato sopra il movimento, era alloggiato in posizione eccentrica.

    Patek Philippe ha capito che, per ottimizzare questo mini-rotore, occorreva semplificare il ruotismo automatico - sopprimendo cioè l'invertitore e utilizzando solo una direzione di oscillazione del rotore. La perdita d'energia è stata compensata aumentando la frequenza della massa oscillante e creando un ruotismo automatico interamente pivotato di elegante semplicità.

    Il calibro Patek Philippe 240 a carica automatica con mini-rotore eccentrico inserito nel movimento misura solo 2,4 mm di spessore. Esso si è imposto per la sua affidabilità e  precisione leggendarie sia negli orologi semplici che nei calendari perpetui.

  • 1968: Rotore di carica eccentrico con spostamento angolare > 360° (458213)

    1968: Rotore di carica eccentrico con spostamento angolare > 360° (458213)

    Movimento d'orologeria a carica automatica.

    Nei movimenti degli orologi automatici a carica inerziale, la massa eccentrica o rotore, il cui centro di gravità non coincide col centro di rotazione, fornisce la carica del movimento armando, mediante un ruotismo apposito, la molla del bariletto.

    L'energia necessaria a detta carica è fornita dai movimenti di chi ha al polso l'orologio. Le accelerazioni di questi movimenti, o quelli della forza di gravità dovuti ai cambi di posizione, vengono trasformati in energia a causa dell'inerzia della massa e della non concordanza del suo centro di rotazione e di quello di gravità.

    Questo meccanismo brevettato propone un nuovo tipo di costruzione rispetto ai sistemi esistenti. Esso comprende un rotore in grado di effettuare spostamenti angolari superiori a 360° e un albero di messa all'ora che emerge perpendicolarmente alla faccia frontale del movimento opposta al quadrante. Esso si distingue per il fatto che questo rotore, munito del suo dispositivo di rotazione, è alloggiato in una zona periferica del movimento ed interamente entro il suo spessore.

    L'albero di messa all'ora, eccentrico rispetto al movimento, costituisce allo stesso tempo l'albero di carica manuale.

  • 1959: Orologio con fusi orari (340191)

    1959: Orologio con fusi orari (340191)

    Orologio con sistema che consente spostamenti relativi in dodicesimi di giro tra la lancetta delle ore e la ruora delle ore senza interrompere la marcia del movimento.

    L'era dei jet ha prodotto un gran numero di tentativi miranti a sviluppare l'orologio con fusi orari più pratico, ma nessuna delle soluzioni proposte ha l'eleganza di quella creata da Louis Cottier (1894-1966) per Patek Philippe.

    Il problema era quello di poter regolare l'ora indipendentemente dai minuti, in modo che il viaggiatore potesse rapidamente calarsi sul fuso orario locale (che quasi dovunque è espresso in ore intere), senza perdere la precisione dei minuti.

    La soluzione di Cottier consente di spostare la ruota delle ore (e la lancetta delle ore) in dodici tacche attorno ad una stella a 12 denti condotta dal movimento. Per cambiare la posizione della ruota delle ore, in un senso o nell'altro, è sufficiente azionare uno dei due pulsanti correttori inseriti nella carrure. Un sistema di cricchi permette allora di far "saltare" la ruota delle ore sulla tacca precedente o successiva. Risultato: la lancetta delle ore si sposta esattamente di un'ora in un senso o nell'altro, senza minimamente influenzare la lancetta dei minuti.

    Questo meccanismo brevettato è alla base del nuovo orologio Patek Philippe Travel Time, lanciato nel 1997.

  • 1959: Primo orologio al quarzo a circuiti integrati senza parti di  movimento (335612)

    1959: Primo orologio al quarzo a circuiti integrati senza parti di  movimento (335612)

    Strumento orario di alta precisione.

    Questo segnatempo di alta precisione è soggetto ad uno scarto nelle 24 ore inferiore a 1/10 di secondo. Esso è caratterizzato da un risonatore al quarzo termocompensato di frequenza superiore a 500 cicli al secondo.

    Esso possiede anche un dispositivo di suddivisione elettronica della frequenza che da una parte presenta due catene parallele di stadi di suddivisione, e dall'altra un dispositivo di miscelazione delle due frequenze d'uscita e di filtraggio della bassa frequenza di battimento. Quest'ultima comanda un dispositivo di indicazione oraria.

  • 1954: Energia fotoelettrica (298564)

    1954: Energia fotoelettrica (298564)

    Pendola azionata da una fonte d'energia luminosa mediante almeno una cellula fotoelettrica.

    Gli orologiai sono sempre alla ricerca di una fonte d'energia "gratuita", ma l'inconveniente della luce è di essere raramente disponibile 24 ore su 24.

    I primi orologi fotoelettrici immagazzinavano la loro energia meccanicamente caricando una molla (o facendo risalire dei pesi), il che consentiva di continuare a far funzionare il movimento durante la notte.

    L'idea di Patek Philippe è stata di introdurre uno stoccaggio elettrico supplementare - cioè un accumulatore che fornisce l'energia per caricare la molla. Le cellule fotoelettriche possono così immagazzinare energia sia elettricamente nell'accumulatore, sia meccanicamente caricando la molla. Quando la molla è completamente carica, un commutatore-interruttore dirige l'energia verso l'accumulatore.

    Questa invenzione garantisce che l'energia elettrica proveniente dalle cellule venga accumulata almeno in un determinato momento durante il funzionamento elettrico. Anche se essa costituisce un'alternativa elegante per un movimento meccanico, la maggior parte dei movimenti che traggono energia dalla luce sono oggi calibri elettronici.

    Patek Philippe continua a fabbricare ogni anno un piccolo numero di pendolette Dôme fotoelettriche - pezzi unici in casse ricoperte di smalto cloisonné.

  • 1953: Primo orologio da polso a carica automatica (289758)

    1953: Primo orologio da polso a carica automatica (289758)

    Meccanismo di carica automatica di un movimento di orologio da polso che utilizza l'energia fornita da una massa rotante che muove un eccentrico destinato ad imprimere un movimento di oscillazione ad un organo del meccanismo.

    L'organo suddetto porta, da un lato del suo perno di rotazione, un cricco che agisce su una ruota a rocchetto e, dall'altro, un dente che penetra 
    nell' incavo di una leva. Questa leva ha un braccio, all'estremità libera del quale si articola un secondo cricco che agisce sulla summenzionata ruota a rocchetto, a sua voita collegata alla ruota a corona del movimento mediante almeno un mobile dentato intermedio.

    L'insieme è congegnato in modo tale che, per l'inversione del movimento prodotta dall'interposizione della leva tra i due cricchi, questi ultimi si spostino sempre in senso inverso l'uno dall'altro, e che la ruota a rocchetto invece giri sempre nello stesso senso.

  • 1952: Bilanciere Gyromax (26143, 280067)

    1952: Bilanciere Gyromax (26143, 280067)

    Bilanciere con incavi il cui centro è occupato da un tenone parallelo all'asse del bilanciere; su detti tenoni sono centrati masselli di regolazione.

    Lo sviluppo di leghe speciali per le spirali ha reso obsoleti i bilancieri a compensazione. Ma i migliori bilancieri monometallici presentavano ancora delle viti sul bordo che permettevano all'orologiaio di effettuare una regolazione fine del momento d'inerzia.

    Patek Philippe ha ideato un bilanciere monometallico di tipo completamente nuovo, nel quale le viti sono sostituite da piccoli masselli fissati sul bordo.

    Questi masselli si presentano come rondelle elastiche fissate su tenoni paralleli all'asse del bilanciere. Esse sono state concepite in modo che il loro centro di gravità si trovi sempre sull'asse del tenone.

    I masselli e i tenoni sono alloggiati in cavità intagliate nello spessore del bordo, in modo da ridurre l'attrito con l'aria.

    Il momento d'inerzia può essere regolato girando i masselli. In pratica questo intervento, è tuttavia raramente necessario, poiché il bilanciere Gyromax può essere equilibrato in modo molto preciso, regolato molto finemente, conservando la sua precisione di marcia quasi indefinitamente.

    Il bilanciere Gyromax è stato utilizzato in tutti i movimenti degli orologi da polso Patek Philippe dopo che il suo concetto definitivo è stato brevettato nel 1952.

  • 1904: Calibro utrapiatto (30474)

    1904: Calibro utrapiatto (30474)

    Calibro di orologio molto sottile (ultrapiatto) in cui l'albero di carica è disposto in modo che la ruota di grande mediana si trovi sullo stesso piano del rocchetto di carica, anziché passare sotto o sopra quest'ultimo.

    Risultato: il bariletto, e di conseguenza la molla motrice, può essere di spessore normale malgrado l'estrema sottigliezza del movimento.

    Questo calibro permette di utilizzare una molla motrice con un'altezza di lama di 6½ dodicesimi di linea e oltre per un movimento dallo spessore totale di solo 17 dodicesimi di linea. Prima di questa innovazione, i calibri dello stesso spessore potevano montare solo molle molto meno alte.

  • 1902: Cronografo doppio (27052)

    1902: Cronografo doppio (27052)

    Il cronografo doppio differisce dal cronografo convenzionale e dal cronografo à rattrapante in quanto consente di fare simultaneamente una serie di osservazioni di lunghezza differente.

    Lo START delle due lancette si effettua come nel cronografo à rattrapante premendo su un pulsante situato sulla corona di carica o altrove; una pressione esercitata su un altro pulsante ferma la lancetta del secondo cronografo, una seconda pressione sullo stesso pulsante la riporta a ore 12 ed una terza la rimette in marcia.

    Durante questo tempo, la lancetta del primo cronografo può continuare la sua corsa; la si può fermare mediante una pressione sul primo pulsante. Questa pressione ferma nello stesso momento la lancetta del secondo cronografo ed un'ulteriore pressione sullo stesso pulsante riporta le lancette dei due cronografi a ore 12.

    A questo punto l'orologio può tornare a funzionare come al primo START.

  • 1889: Meccanismo di calendario perpetuo (1018)

    1889: Meccanismo di calendario perpetuo (1018)

    Meccanismo di calendario perpetuo, destinato in modo specifico agli orologi da tasca.

    Il vantaggio di questo meccanismo di calendario è dato dal suo sistema di salto istantaneo e simultaneo di tutte le indicazioni di giorno, data, mese e fasi lunari.

    Questo meccanismo, che può essere realizzato in qualsiasi dimensione, è caratterizzato dalla combinazione di una ruota che porta una coppiglia a bissello e da una leva che aziona simultaneamente le stelle.

  • 1889: <em>Tige Brisée</em> (1016) - albero di carica interrotto per consentire l'incasso del movimento in orologi ultrapiatti.

    1889: Tige Brisée (1016) - albero di carica interrotto per consentire l'incasso del movimento in orologi ultrapiatti.

    Dispositivo di messa all'ora al pendente con albero di carica detto "interrotto" -  (tige brisée)"- che consente di inserire ed estrarre il movimento dalla cassa conservando al loro posto nel pendente la corona e l'albero di carica.

    Jean-Adrien Philippe continuò a perfezionare il suo sistema di corona e albero per la carica e la messa all'ora durante quasi 20 anni. Nel 1861, quando depositò il brevetto definitivo per questa invenzione in Francia (il solo ufficio brevetti ufficiale si trovava allora a Parigi) il suo primo brevetto era già scaduto e la sua invenzione era ormai entrata nell'uso.

    In Svizzera è stato necessario attendere fino al 1888 perché il nuovo Istituto Federale per la Proprietà Intellettuale cominciasse ad assegnare dei brevetti. Patek Philippe si affrettò a registrare il suo ultimo sistema di carica senza chiave introducendovi una caratteristica in più: un sistema di albero di carica rimovibile.

    Uno degli inconvenienti del sistema di carica al pendente negli orologi da tasca era che occorreva smontare completamente la corona e l'albero di carica prima di poter estrarre il movimento per manutenzione o riparazione.

    Questo problema è stato risolto in modo semplice grazie ad un albero di carica in due pezzi detto "tige brisée"  che consentiva di lasciare la corona ed un pezzo dell'albero di carica nel pendente, estraendo invece l'altro pezzo assieme al movimento.

    Questa ingegnosa soluzione fa risparmiare tempo e costituisce il primo dei 50 brevetti depositati da Patek Philippe in Svizzera.

  • 1881: Regolatore di precisione (142376)

    1881: Regolatore di precisione (142376)

    Questa invenzione di Jean Adrien Philippe, conosciuta come "regolatore di precisione", consiste in un apparecchio sistemato sopra un coq (ponte del bilanciere) nel movimento di un orologio.

    Le caratteristiche di questa invenzione consistono principalmente in un disco sulla superficie del quale è praticato un solco abbastanza profondo a forma di spirale. Il disco è piazzato in una cavità concentrica alla vite del coq e può muoversi liberamente sotto un bordo  praticato sulla testa di detta vite.

    Il secondo elemento principale è la racchetta, la cui coda porta all'estremità una coppiglia sporgente nella parte inferiore a forma conica che si impegna nel solco del disco. Il piccolo cono della coppiglia ha il compito di esercitare una certa pressione sul solco e naturalmente sul disco stesso che si trova quindi tenuto fisso da questa pressione.
    Tutti i cronometri Gondolo sono dotati di una versione ottimizzata di questo sistema.

  • 1845: "La montre sans clef" - l'orologio che si carica dall'esterno mediante la corona.

    1845: "La montre sans clef" - l'orologio che si carica dall'esterno mediante la corona.

    Sistema meccanico di carica e messa all'ora al pendente, applicabile ad ogni tipo di orologio.

    Fino alla metà del XIX secolo, gli orologi da tasca dovevano essere caricati e messi all'ora mediante una chiave esterna che veniva introdotta da un apertura praticata sullla cassa. Le aperture lasciavano entrare la polvere, e gli utilizzatori perdevano spesso le chiavi. In 250 anni, nessun orologiaio aveva mai risolto questo problema in modo del tutto soddisfacente.

    Inventando il sistema moderno di albero e corona per la carica e messa all'ora (corona tirata per la messa all'ora, spinta per la ricarica), Jean-Adrien Philippe non ha solo ideato un meccanismo molto intelligente: ha cambiato la natura degli orologi. L'orologio autonomo e senza chiave, potendo essere ermeticamente chiuso, è il diretto antenato dell'orologio da polso impermeabile di oggi.

    Jean-Adrien Philippe ha precisato che la sua invenzione poteva essere "applicata a qualsiasi tipo di orologio". La sua asserzione è stata applicata  da allora su orologi che lui stesso  non avrebbe mai potuto immaginare: orologi da polso a carica automatica, orologi ultrapiatti, orologi al quarzo, orologi con calendario, orologi subacquei, eccetera. Nessuno, dal 1845 in poi, è stato in grado di immaginare un sistema più pratico per queste funzioni.